• Lavorazione artigianale dei panieri: l’arte dell’intreccio

    C’erano tempi in cui, durante le lunghe sere nelle campagne toscane, si stava seduti davanti al fuoco a chiacchierare. Era il momento della veglia, quello spazio temporale che seguiva la dura giornata di lavoro nei campi. Un’occasione per ritrovarsi ma anche per lavorare a qualcosa che richiedeva tanta pazienza e attesa: la creazione dei panieri, delle ceste e dei canestri.

    Questa era infatti un’arte da apprendere, fin da bambini, e a cui dedicarsi durante le pause dalle attività principali, specialmente in inverno quando il lavoro rallentava. Per diventare un panieraio serviva un’abilità specifica e molta precisione per arrivare alla creazione di recipienti adatti a contenere e trasportare frutta, verdura ed oggetti vari. Non ultima in termini d’importanza, era anche una professione che permetteva alla famiglia di guadagnare qualche soldo in più.

    Al giorno d’oggi, dove è possibile assistere a questa lavorazione? Dovete venire a Pomarance: qui sono infatti rimasti due panierai, artigiani dell’intreccio che dedicano il loro tempo alla creazione di cesti ed altri oggetti in vimine o legno d’olivo. Ascoltate il racconto di Nanni e poi venite a trovarlo “a bottega”.

  • Il Museo d’Arte Sacra di Pomarance

    Il Museo di Arte Sacra di Pomarance è oggi ospitato all’interno degli ex locali della parrocchia della Chiesa di San Giovanni Battista. Al suo interno, come ci racconta Mario facendoci da “Cicerone”, sono custoditi molti oggetti che servivano per le celebrazioni ecclesiastiche e per l’arredamento dell’altare. Pezzi di unica bellezza prevalentemente datati tra il 1600 e il 1800 oltre che un antifonario del 1400, considerato l’oggetto più importante dell’esposizione.

    I lavori effettuati per realizzare il Museo sono stati l’occasione per riportare alla luce una tomba etrusca situata al di sotto della chiesa parrocchiale. Scoperta negli anni ’30 di questo secolo e risalente al IV sec. a.C., questa camera ipogea a cinque celle è scavata interamente nel tufo. Un piccolo corridoio dà accesso alle camere, due delle quali hanno i letti funebri con, ben visibili, i “guanciali” sui quali veniva posata la testa del defunto.

    Se venite a visitare il Museo potrete scoprire l’interno di questa tomba, testimonianza dell’antica presenza di abitati d’origine etrusca in varie parti del territorio di Pomarance.

  • L’arte del Pomarancio nella Chiesa di San Giovanni Battista

    Lasciata alle spalle Piazza Sant’Anna ed oltrepassata la Porta alla Pieve, sulla sinistra troviamo la bella “parrocchiale” di Pomarance dedicata al culto di San Giovanni Battista. Fondata nel Medioevo, ma ristrutturata nell’Ottocento, conserva della struttura originale solo la facciata ad arcate cieche in pietra arenaria. Parte della pieve sorge su una necropoli etrusca del V secolo a.c., come testimonia la tomba a camera rinvenuta dietro la canonica ed oggi visibile accedendo all’adiacente Museo di Arte Sacra.

    L`interno, a tre navate, è decorato da un imponente ciclo di affreschi con “Scene della vita di Cristo” realizzati dal pittore Luigi Ademollo nel 1837. La chiesa custodisce pregevoli opere pittoriche, come la tela “Madonna con Santi” del 1525 dipinta da Vincenzo Tamagni; l’”Annunciazione di Cristo” di Cristofano Roncalli detto il Pomarancio, una tela con “Madonna” attribuita a Niccolò Cercignani detto Pomarancio il Vecchio ed altri preziosi dipinti che abbelliscono le varie cappelle.

    Al centro del transetto si trova l’Altare Maggiore, eretto dalla famiglia De Larderel nel 1834, sopra cui è collocato il grande crocifisso ligneo del XIV sec., proveniente dal Castello di Acquaviva, in prossimità del lago Bulera.

  • Lavori creativi a Pomarance: Tito si racconta

    Tra le vie strette e silenziose di Pomarance artigiani di vecchi mestieri ed artisti contemporanei vivono l’uno accanto all’altro. E’ qui che abbiamo incontrato Augusto, detto “Tito”, un giovane creativo che ha deciso di investire e rimanere nel cuore del suo paese invece che farsi catturare dalle ammalianti sirene delle grandi città. La sua è una piccola “t-shirteria”, un negozio di t-shirt appunto.

    Questo il capo principale che vende e che, secondo lui, costituisce una forma di espressione personale adatta a tutti e a tutte le stagioni. I modelli variano da quelli più classici a quelli più originali ma il filo conduttore è sempre lo stesso: produrre materiali di alta qualità accompagnati da un’ampia scelta di design esclusivi e stili differenti.

    Mentre Tito parla quello che emerge è il forte attaccamento al suo territorio – dove fino a poco tempo fa i tessuti venivano filati a mano dalle donne di campagna – e la volontà di collaborare con altri artisti e designer che tramite il suo negozio possono trovare un canale commerciale.

    Ascoltare il suo racconto appassionato fa venire voglia di credere che sia ancora possibile creare qualcosa di originale e, sfruttando le enormi possibilità della rete, contribuire alla rinascita dell’artigianato artistico anche nei così detti “luoghi minori” della Toscana.

  • Escursioni nei luoghi della Geotermia

    Una visita ai luoghi della geotermia nel territorio di Pomarance permette di entrare in contatto con un mondo che forse ignoravamo oppure che conoscevamo solo in parte. Partecipando alle visite guidate del Consorzio Turistico Volterratur è oggi possibile scoprire da dove nasce l’energia calda della terra, come si manifesta e quali potenzialità rappresenta per la sostenibilità ambientale ed economica.

    Le prime testimonianze della presenza di fumarole, geysers e sorgenti d’acqua calda nell’area di Larderello, la cosiddetta Valle del Diavolo, vengono fatte risalire al paleolitico, mentre è cosa certa che gli etruschi prima ed i romani poi utilizzassero questa risorsa.

    Dopo il declino del suo utilizzo a fini termali durante il Medioevo, ebbe nuovo vigore intorno all’anno Mille con l’estrazione e l’uso dei prodotti associati alle manifestazioni geotermiche. Un mercato che divenne fiorente nel Rinascimento, tanto da generare continue dispute tra le varie città toscane per il possesso delle aree termali.

    Ma l’aspetto certamente più importante riguarda lo sfruttamento dell’energia geotermica per produrre energia elettrica, attività nata nel 1800 dall’intuizione dell’imprenditore francese De Larderel e, nel 1900, messa a punto dal Principe Ginori-Conti che riuscì a trasformare la forza del vapore in energia elettrica accendendo cinque lampadine.

    Il Museo della Geotermia di Larderello, insieme agli altri luoghi della geotermia, racchiude secoli di storia e di storie che potrete conoscere facendovi guidare tra lagoni e getti di vapore sparsi in tutto il territorio di Pomarance.

  • Fattoria didattica, sperimentare la vita di campagna divertendosi

    Quando pensiamo al concetto di “fattoria didattica” ci viene in mente un ambiente ideale per i bambini. In realtà questo luogo rappresenta un’occasione anche per i più grandi di scoprire come nascono i prodotti alimentari, come vivono gli animali e quali sono i mestieri della campagna. Nel territorio di Pomarance sono molte le strutture dove trascorrere una o più giornate a stretto contatto con la natura, sperimentando percorsi legati alle stagioni, attività interattive ed esperienze sensoriali come queste:

    • La vita nell’alveare alla scoperta del mondo delle api: dimostrazione della lavorazione del miele, dalla raccolta dei telai alla smielatura, realizzazione di candele, assaggio del miele, preparazione di semplici dolci a base di miele
    • La vigna: tecniche di coltivazione, la potatura, la vendemmia, la torchiatura, il vino
    • L’oliveto: come nasce l’olio extra vergine di oliva dalla raccolta alla frangitura, preparazione di semplici piatti e dolci a base di olio di oliva
    • Il bosco: percorso nel bosco, riconoscimento delle impronte degli animali, l’utilizzazione del bosco nella vita dell’uomo
    • L’orto: visita all’orto, riconoscimento degli ortaggi, semina, messa a dimora di piccole piantine, raccolta di ortaggi, frutta e fiori, piante officinali, realizzazione di uno spaventapasseri
    • Gli animali: la casa delle papere, la pecora pomarancina, attività di maneggio con gli asini, pony, cavalli di razza maremmana e “monterufolini”
    • Attività di “pet therapy” con l’ausilio di operatori qualificati accompagnati da animali appositamente addestrati
    • La cucina didattica: lezioni interattive di cucina tradizionale toscana

    Scegliete l’esperienza che preferite e venite a trovarci a Pomarance!

  • Associazione Terre Calde di Toscana, come nascono i prodotti che mangiamo

    Come nasce un prodotto agroalimentare o artigianale? Quali materie prime vengono utilizzate? A volte abbiamo difficoltà a capire se ciò che compriamo è stato prodotto attraverso una filiera controllata e ci capita di navigare tra mille informazioni troppo spesso non esaustive.

    Per fare chiarezza su questo aspetto che riguarda il nostro benessere a Pomarance è nata l’Associazione Terre Calde di Toscana. L’obiettivo è quello di valorizzare e promuovere il territorio nei campi agroalimentare, artistico, culturale e paesaggistico. Per quanto riguarda l’alimentazione l’associazione lavora per favorire il recupero di tradizioni culinarie, la salvaguardia di razze e “cultivar locali” e l’utilizzo delle energie rinnovabili nei processi produttivi.

    Grazie alle tante attività vengono anche sostenuti e riscoperti i vecchi mestieri con le molteplici abilità artigianali di una volta. Terre Calde di Toscana rappresenta tutti i comuni dell’Alta Val di Cecina ed i suoi aderenti si impegnano costantemente nella realizzazione di eventi, corsi, mercatini e attività finalizzate a far conoscere i valori ed i prodotti della zona; ogni anno si occupano inoltre dell’organizzazione della Festa dell’Olio di Pomarance  con assaggi, stand gastronomici di prodotti a km 0 e degustazioni guidate.

  • Palazzo Bicocchi: la casa museo con fantasma

    Passeggiare tra le via di Pomarance è un’occasione per scoprire la storia di illustri famiglie e personaggi. La via intitolata a Cristofano Roncalli, detto “Il Pomarancio (valente pittore che a fine cinquecento realizzò importanti opere d’arte a Siena e a Roma), in passato era chiamata Via dei Signori per la presenza di dimore signorili ottocentesche appartenute alle più ricche famiglie del paese. Tra queste, merita una visita l’antica residenza borghese dei Bicocchi, famiglia benestante che ricoprì incarichi di rilievo nell’amministrazione pubblica della Pomarance del XIX secolo. Acquistata dal Comune nel 1980 questo edificio venne suddiviso in due parti: una è oggi l’Antico Hotel del Pomarancio e l’altra, appunto, la “Casa Museo” dove sono conservati arredi e oggetti originali appartenuti alla famiglia.

    Elsa fa da Cicerone
    A guidarvi nella visita alla Casa Museo c’è Elsa Balatri, una signora che per molti anni è stata “a servizio” presso i Bicocchi: il suo è il racconto appassionato di una persona che ha conosciuto le abitudini di questa famiglia che fin dal 1700 ricoprì incarichi di rilievo, amministrò proprietà terriere e svolse anche attività legate alla produzione industriale del vetro. Nonostante la casa abbia una struttura abbastanza semplice l’arredamento delle stanze è imponente, con decori sui soffitti e pesanti tendaggi alle finestre che danno all’ambiente un aspetto sontuoso.

    Il fantasma dei Bicocchi
    Alcuni visitatori hanno raccontato di aver sentito lamenti e rumori provenire dall’interno della casa disabitata, in particolare dalla camera rossa, e così si è diffusa la leggenda del fantasma di un discendente della famiglia Bicocchi che aleggia su questa maestosa dimora. La stessa Elsa ci ha raccontato di un turista che durante un soggiorno presso l’Antico Hotel del Pomarancio (un tempo parte integrante della casa Bicocchi) ha riferito di aver sentito in piena notte una melodia di pianoforte provenire dalla casa museo…E voi lo avete mai visto o sentito?

  • Centro Ippico Santa Barbara, attività a cavallo per tutti

    Salendo verso Pomarance, oltrepassato l’incrocio per Micciano e Libbiano, si trova sulla destra il Centro Ippico Comunale Santa Barbara, due strutture di legno immerse nel verde di oltre un ettaro di terreno. Il centro (affiliato alla F.I.S.E. – Federazione Italiana Sport Equestri) è gestito dall’associazione Liberamente Natural che lavora per la promozione della ruralità a livello sociale, culturale e didattico. Educatori professionali praticano la riabilitazione equestre rivolta a portatori di handicap ed il reinserimento sociale di bambini e adolescenti con problematiche comportamentali. Vengono inoltre organizzati concorsi, laboratori didattici, attività di avvicinamento alla pratica equestre e allestimento di centri gioco a cavallo durante le vacanze scolastiche. Un luogo perfetto anche per i turisti che possono sperimentare escursioni a cavallo anche di più giorni.

    Maurizio (educatore professionale e guida ambientale equestre) ci ha raccontato le tante attività svolte nel Centro: qui di seguito le principali ma vi consigliamo di andarle a scoprire personalmente!

    • Scuola di equitazione per bambini e adulti
    • Scuola di attacchi, anche per disabili
    • Riabilitazione equestre
    • Trekking di vario livello per turisti
    • Addestramento cavalli e stallaggio
    • Inserimenti lavorativi (il maneggio è riconosciuto dai centri per l’impiego e dagli addetti della A.S.L dell’Alta Val di Cecina)
    • Organizzazione di eventi e manifestazioni equestri
    • Partecipazione a progetti di didattica equestre sia a livello nazionale che internazionale (un esempio è il Progetto Vagal per la valorizzazione dei genotipi animali autoctoni)

    Dal 2009 l’associazione Liberamente Natural collabora attivamente con l’Associazione Cavallino di Monterufoli che ha l’obiettivo di promuovere la valorizzazione e diffusione di questa specie equestre, presente al Centro ippico con circa 20 esemplari.

    Il cavallo-pony Monterufolino
    La storia del Monterufolino, che sembra derivare da esemplari estinti della “Razza di Selvena”, inizia nel 1913 quando i Conti della Gherardesca acquistarono la Tenuta di Monterufoli. Di questa varietà di pony si ha antica testimonianza nelle aree collinari e boscose della Maremma Toscana: la sua caratteristica di resistenza alla fatica la rese fino agli anni ’60 perfetta per gli attacchi a carrozza ed agricoli e come cavallo da sella. Con l’arrivo della meccanizzazione il suo utilizzo andò sempre più diminuendo tanto da essere considerata oggi una razza in via di estinzione.
    Attualmente il Monterufolino è, insieme al pony sardo della Giara, l’unica alternativa italiana di cavallini di altezza limitata ideali per avvicinare i bambini all’equitazione, esemplari perfetti per la pratica dell’ippoterapia e della riabilitazione equestre.

  • Pane di Montegemoli: profumo di altri tempi

    Montegemoli è un piccolo borgo immerso nel verde a pochi chilometri da Pomarance. Il suo toponimo di origine medievale, Mons Gemmulis, sembra derivare dalle “moie”, le sorgenti d’acqua salata che si trovavano in questa zona e da cui si estraeva il sale.

    La ricchezza di sali minerali nell’acqua è infatti uno degli elementi fondamentali del famoso pane di Montegemolifatto alla maniera casalinga delle campagne toscane. Era il 1986 quando fu sfornato per la prima volta ed ancora oggi la sua produzione è artigianale, utilizzando ingredienti naturali che gli donano sapore particolare ed intenso profumo.

    Se venite a trovarli, i fratelli Martini vi racconteranno come, ogni giorno, producono decine e decine di pagnotte con grande attenzione ad ogni singolo ingrediente: dal lievito madre all’acqua e alla farina, dalle legna usate fino al taglio e alla dimensione di ogni singolo pezzo. Il loro è un panificio a biomassa (cottura esclusivamente a legna) e fa parte del distretto delle energie rinnovabili, una comunità del cibo che utilizza l’energia geotermica presente nel territorio per la produzione agroalimentare: l’obiettivo è quello di valorizzare la filiera corta, recuperando attraverso l’agricoltura sostenibile produzioni tradizionali tipiche e a rischio di scomparsa.

    Perché questo pane è così speciale?
    Prima di tutto perché la farina (di tipo 2), prodotta in esclusiva dall’Antico Molino Artigianale Messerini di Peccioli (Pisa), ha la caratteristica di mantenere le ceneri della macinazione, la fibra ed il germe di grano che, dopo la cottura, donano al pane il suo tipico sapore ed aroma. Inoltre, il lievito madre rinfrescato più volte al giorno dona forza all’impasto. Altrettanto importanti sono la pezzatura, la lievitazione ed il tempo di cottura per arrivare finalmente a sfornare un pane davvero speciale, che si conserva anche per una settimana (provare per credere!) e che, una volta diventato duro, è perfetto per le minestre e ovviamente per fare la panzanella!